"Non avrei dovuto nascere." Da questa spietata constatazione inizia il racconto di Charles, un uomo che convive con un dolore fisico cronico e inspiegabile, specchio di una sofferenza interiore che lo accompagna da sempre. La sua vita è un'attesa perenne: nelle sale degli specialisti, nelle code al supermercato, nelle relazioni che finiscono prima ancora di iniziare. Attraverso un flusso di ricordi lucidi e disincantati, Charles ripercorre le tappe che lo hanno reso l'uomo che è: un'adolescenza di umiliazioni, la scoperta di amori tossici e la continua delusione verso le ipocrisie di una società che non sente sua. La sua è una narrazione cruda e senza filtri, un'indagine spietata sul significato del lavoro, della famiglia, della fede e della stessa esistenza. Un viaggio nelle profondità dell'animo umano, dove la malattia diventa una metafora per esplorare il peso di essere vivi quando la vita stessa sembra una condanna.